martedì 31 luglio 2012

Il podcasting nell'apprendimento delle lingue straniere


Da alcuni anni a questa parte, l'uso degli strumenti informatici è aumentato negli ambienti scolastici.

Semplice sul piano tecnologico ma altrettanto versatile in termini di impiego a scopi didattici, il podcast, sta emergendo per numerosi percorsi di apprendimento, sin dalla scuola primaria.

L'ambito delle lingue straniere è uno di quelli che può trarre maggiore vantaggio dallo sviluppo del podcasting in ambito educativo. L’abilità di ascolto e di comprensione orale è ritenuta la più importante di tutte le quattro abilità linguistiche. Nonostante ciò, l’importanza dell’ascolto nel campo delle lingue straniere è stata riconosciuta solo in periodi recenti, a partire dallo sviluppo della teoria di Krashen e dai “metodi umanistico-affettivi” .

Si tratta di una tecnologia molto vicina ai giovani di oggi, in particolare sintonia con lo stile di vita delle nuove generazioni e da nuove forme di apprendimento.

Il podcast, è una forma di comunicazione diretta, è un fortissimo incentivo motivazionale a creare percorsi didattici per poi registrarli e postarli online da dove poi, chi lo desidera, può scaricarli gratuitamente e ascoltarli in varie modalità, anche in “mobilità”.
È il linguaggio 2.0, per eccellenza.


Qui invece trovate la testimonianza di una scuola primaria di Roma che fa uso del podcast per improntare le attività didattiche http://www.educationduepuntozero.it/community/podcasting-blog-scuola-primaria-un-esperienza-attuata-3058592684.shtml



sitografia ragionata

venerdì 29 giugno 2012

Solo perché gli insegnanti dicono qualcosa in classe davanti agli studenti, non vuol dire che essi imparano...


Gli studenti non imparano solo perché l'insegnante dice qualcosa in classe...

A questo proposito condivido pienamente quanto detto da Gianni Marconato in un suo articolo sull'importanza delle tecnologie nell'apprendimento http://www.giannimarconato.it/2012/03/dove-le-tecnologie-incontrano-lapprendimento/.
Il principale problema degli insegnanti è, secondo me, saper motivare e coinvolgere gli studenti. Per far ciò l'insegnante riflessivo deve cercare di assegnare un ruolo attivo allo studente, rendere possibile la collaborazione (più che la competizione) e connettere la scuola alla società. Lungi dall'indurre i ragazzi a memorizzare, deve promuovere un apprendimento che Marconato definisce signiticativo, vale a dire utile in contesti differenti, fuori dalla scuola. Questo apprendimento deve essere caratterizzato dalla progettazione di percorsi, dalla visualizzazione e dalla investigazione. Lo studente deve sentirsi stimolato e incuriosito. 
Le tecnologie non sono solo preziose risorse che facilitano questo processo di apprendimento ma anche strumenti di riflessione e di amplificazione cognitiva.
In particolare stimolando la curiosità e la fantasia, aiutano gli studenti ad avere un punto di vista critico.  

eccoci!

iniziamo!

Coèsi se vi pare... mi ricorda sia il master che il meraviglioso titolo di un album di elio...